Secondo appuntamento del ciclo “Parole in nota”
con Antonello Negri: mercoledì 20 febbraio ore 18.00 alle Gallerie d’Italia di
Piazza
“Parole in nota”, tradizionale rassegna proposta dalla Società del Quartetto di Milano, giunge al secondo appuntamento, mercoledì 20 febbraio ore 18.00 alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala. Protagonista dell’incontro sarà Antonello Negri, docente di storia dell’arte con Futurismo! Scoppi, rombi di tuono, esplosioni, fuochi, sibili e sbuffi. Insieme a lui anche Andrea Kerbaker, scrittore e ideatore della rassegna e Carlo Sini, filosofo.
Il futurismo – si sa – fu un
movimento di ribellione alle accademie e al nozionismo, in tutti i campi
artistici. Una visione certo esagerata nei toni e nelle espressioni, ma assolutamente
anticipatrice dei tempi. I futuristi capirono che il mondo stavo cambiando, e
con lui il nostro modo di vedere, di sentire, di esprimerci. Avevano previsto
il rumoroso avanzare della tecnologia
senza limiti e senza etica. Nel 1913 il futurista Luigi Russolo esortava a
metter tutto nella musica creando così le ‹note in libertà›. Era una “musica”
fatta da non musicisti; poeti e pittori che non credevano necessario avere
studiato musica per poter suonare i
rumori. Questa ribellione valeva anche per le altre arti: insieme ad
Antonello Negri ne scopriremo i limiti e le intuizioni, aldilà delle
provocazioni.
Antonello Negri insegna Fonti,
modelli e linguaggi dell’arte contemporanea all’Università Statale di
Milano dove è direttore del Dipartimento di Storia delle arti, della musica e
dello spettacolo. Dirige la rivista “L’Uomo nero. Materiali per una storia
delle arti della modernità”, fondata nel 2003. I suoi principali campi di
studio e di ricerca sono la pittura, la grafica e l’architettura dell’Otto e
del Novecento e l’archeologia industriale. Tra le sue pubblicazioni: Il realismo: da Courbet agli anni Venti
(Laterza, 1989); Aligi Sassu (Ilisso,
1995); Arte e artisti nella modernità
(Jaka Book, 2000); Mario Sironi. L’arte
della satira (Charta, 2004).
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.